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mon pays

Una carellata, svogliando le pagine del Corriere della Sera, su avvenimenti degli anni 1947/1955, quand'ero al San Carlo.

1947 - des enfants de mon âge, pas loin de l'endroit où j'étais, Loano petit pays de pécheurs, allaient dir au revoir à la mèr par une promenade en bateau, avant de rentrer à Milan. Le naufrage etouffa leurs voix heureuses dans les eaux d'Albenga.
Le train allait lentement, avec leurs dépouilles, quand je le vis, à un passage à niveau, en voyage vers Milano e Verona.
L'Italie regardait l'Istria d'un amour souffrant.
Le Parlement clôturait "la costituente", la veille de Noël.

1949 - Le matin du 5 mai, entrant dans notre classe au debut du cours de français, notre professeur nous invità a prier pour qui venait de disparaitre: l'avion des champions du TURIN s'était écrasé contre la basilique de Superga

1951 - Père Liù,avait passé plus que trente ans de mission en Chine; il lui arrivait de nous parler des lieux où était resté son coeur.
La persécution religieuse. était une thème dominante, pendant les années 50, de la vie politique de ce pays.
L'arrivée dans notre école de RIVA Marino, de Pékin, dont le père sera fusillé peu après, nous fit vivre ce drame de très proche.

 
ps6mi@aol.com

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COLLEGIO S. CARLO

Annuario Scolastico 1954


NOTIZIE

1863-1953. Novanta anni! Per un uomo dire che li ha portati bene é un complimento, per un'istituzione come la nostra è dire un dato di fatto, una realtà pulsante di vita e di molteplici attività. Spuntato nell'aiuola della vita culturale milanese in un periodo non facile, agli albori dell'indipendenza della nostra Patria, e in un clima tutt'altro che favorevole ad una scuola confessionnale, il Collegio S. Carlo, superando ogni difficoltà, ha percorso il suo cammino sviluppandosi sempre più. Affiancato ora da altri Istituti, fu il primo che tenne convittori, essendo questo infatti lo scopo per cui fu fondato nel lontano 1863: accogliere giovani che, provenienti dalla provincia, non potessero facilmente frequentare corsi superiori di studi. Ebbe dapprima la denominazione di «Istituto Bordoni» dal nome dell'Abate della Perinsigne Basilica di S. Ambrogio che aveva provveduto a questa istituzione, si intitoló poi a San Carlo, fondatore e patrono della Congregazione degli Oblati la quale aveva offerto la nuova sede in Corso Magenta nel vecchio palazzo che fu della nobile famiglia Busca, e provvedeva con proprio personale alla direzione economica, disciplinare e scolastica. Proprio per questi legami ideali a S. Ambrogio e a S. Carlo il Collegio sente l'orgoglio della più schietta tradizione milanese, come pure è gloria del Collegio avere avuto come alunno il Pontefice Pio XI, il Card. Camillo Dominioni e il Servo di Dio Vico Necchi. Fino al 1914 convittori ed alunni esterni si trovavano a loro agio nelle spaziose sale e godevano del giardino che si apriva dietro il palazzo. Ma dopo la prima guerra mondiale la popolazione scolastica aumentò e si dovette sacrificare giardino ed ortaglie per far posto alla più ampia Chiesa, al salone delle riunioni e ai luminosi corridoi ed aule. «Crescit eundo» dice sempre il Cardinale Arcivescovo che del Collegio è Capo e protettore, e tanto aumenta la scolaresca che la sistemazione del Convitto in altra più ampia sede si impone ormai come una necessità inderogabile.

 



Quand'ero al San Carlo, il Cardinale Arcivescovo era

Sua Eminenza Ildefonso Schuster, Beatificato nel 1997 da Sua Santità Giovanni Paolo II


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